In un periodo in cui le aziende, i centri di ricerca e le Pubbliche Amministrazioni sono alla ricerca di soluzioni per il remote working (smart working e telelavoro) che permetta di massimizzare i livelli di produttivitร nel rispetto del distanziamento sociale, le applicazioni dedicate alla collaborazione a distanza devono garantire innanzitutto elevati livelli di sicurezza.
Tra le soluzioni che hanno registrato il maggior incremento di utilizzatori nel corso degli ultimi mesi vi รจ anche Zoom, piattaforma finita perรฒ al centro di polemiche per via di una funzionalitร mancante: la crittografia end-to-end che consente di cifrare le comunicazioni riservate tra utenti in modo che degli estranei non possano accedere ad esse.
Crittografia end-to-end per tutti
Lโazienda che fa capo al progetto ha comunque deciso di rimediare a questa problematica assicurando che a breve tale funzionalitร verrร finalmente integrata. La notizia รจ stata giร confermata tramite un comunicato ufficiale e contiene una novitร particolarmente interessante: la crittografia end-to-end sarร disponibile gratuitamente per tutti gli utenti.
Vengono smentite cosรฌ le voci, forse veritiere solo in prima istanza, secondo cui il servizio avrebbe messo a disposizione questa soluzione di sicurezza soltanto per lโutenza premium. Se tutto dovesse andare come previsto, entro la prossima settimana verrร lanciata un preview che per un periodo di 30 giorni consentirร di ricevere i feedback utili per eventuali correzioni di bug.
La crittografia end-to-end non dovrebbe essere attiva di default in Zoom, gli utenti potranno abilitarla liberamente nel caso in cui la ritengano necessaria tenendo conto del fatto che alcune feature dellโapplicazione, come per esempio il Cloud Reacording e le Breakout Rooms, non sono supportate nel caso in cui tale opzione sia in funzione.