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ChatGPT diventa un motore di ricerca in Safari. Ecco come attivarlo

OpenAI ha aggiornato l’app di ChatGPT introducendo una nuova estensione per Safari che consente di impostare il chatbot come motore predefinito per le ricerche effettuate tramite l’apposita barra del browser. Gli utenti dovrebbero ottenere così risposte più contestuali e dettagliate rispetto ai tradizionali motori di ricerca.

Abilitare l’estensione ChatGPT Search in Safari

Al momento non esiste un’opzione diretta per impostare ChatGPT come motore di ricerca di default nelle impostazioni di Safari, l’estensione funge quindi da soluzione alternativa per integrare il chatbot nelle ricerche sul web. Per utilizzarlo come motore di ricerca predefinito nel browser di Apple è necessario:

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  1. assicurarsi di avere l’ultima versione dell’app di ChatGPT installata sul proprio dispositivo.
  2. Aprire “Impostazioni”, scorrere fino alla sezione “Safari” e selezionare “Estensioni”.
  3. Attivare l’opzione “ChatGPT Search Extension”.
  4. L’estensione richiede l’autorizzazione per accedere a Google.com o al sito del motore di ricerca predefinito attualmente in uso. Perché possa funzionare e necessario concedere i permessi richiesti.

Fatto questo, tutte le query digitate nella barra di ricerca di Safari saranno reindirizzate a ChatGPT Search sostituendo così il motore precedentemente impostato.

Vantaggi per gli utenti e limitazioni

L’integrazione di ChatGPT come motore di ricerca in Safari offre diversi benefici. A differenza dei motori di ricerca tradizionali, che forniscono una lista di link, offre infatti risposte dirette e approfondite alle domande degli utenti. Facilità così l’accesso immediato alle informazioni desiderate.

Grazie alla sua capacità di comprendere il linguaggio naturale, ChatGPT permette poi delle interazioni conversazionali rendendo l’esperienza di ricerca più intuitiva. Infine, ricevere risposte immediate senza dover navigare attraverso vari siti web può far risparmiare tempo e rendere la ricerca di informazioni più efficiente.

Troviamo però anche delle limitazioni nelle ricerche in tempo reale. ChatGPT potrebbe non essere sempre aggiornato con le informazioni più recenti, come notizie dell’ultima ora o risultati sportivi in diretta. In questi casi potrebbero essere preferibili i motori di ricerca tradizionali.

L’estensione richiede l’accesso a siti Web specifici per funzionare correttamente. Gli utenti dovrebbero essere quindi consapevoli dei permessi concessi e considerarne le possibili implicazioni sulla privacy.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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